Che cos’è il melanoma
Il melanoma è un tumore maligno che nasce dai melanociti, le cellule che producono la melanina, il pigmento che contribuisce al colore della pelle, dei capelli e degli occhi. Nella cute, i melanociti si trovano soprattutto nello strato più profondo dell’epidermide. Quando alcune di queste cellule acquisiscono alterazioni che ne modificano la crescita, possono dare origine a un melanoma.
Un neo, o nevo melanocitico, è invece una formazione generalmente benigna. Il melanoma può svilupparsi in un neo già presente, ma può anche comparire su pelle dove prima non si notava alcuna lesione. Per questo osservare soltanto i nei conosciuti non basta: è utile prestare attenzione anche alle nuove macchie o formazioni cutanee.
Dove può comparire
La maggior parte dei melanomi interessa la pelle: si parla in questo caso di melanoma cutaneo. Può comparire sul tronco, sugli arti, sul volto e sul cuoio capelluto, ma anche in zone meno facili da controllare, come le piante dei piedi, i palmi delle mani e l’apparato ungueale.
Più raramente il melanoma origina dalle mucose o dall’occhio. Sono descritte anche forme primitive eccezionali del sistema nervoso centrale. Queste condizioni non vanno confuse con le metastasi: un melanoma che dalla pelle raggiunge un altro organo rimane un melanoma metastatico, non un nuovo tumore originato da quell’organo.
La sede conta: le forme cutanee, mucose e oculari hanno caratteristiche biologiche e percorsi specialistici differenti. La relazione con i raggi ultravioletti non è uguale per tutte; l’assenza di esposizione solare in una zona non permette di escludere una lesione sospetta.
I cambiamenti da far valutare
Un segnale da non trascurare è una lesione che cambia forma, colore, dimensioni o rilievo. Può trattarsi di un neo preesistente oppure di una formazione nuova, diversa dalle altre. Non tutti i melanomi sono scuri: alcune forme sono poco pigmentate e possono apparire rosate o rossastre.
La regola ABCDE aiuta a ricordare asimmetria, bordi, colore, diametro ed evoluzione. È uno strumento di osservazione, non un test diagnostico: un melanoma può essere più piccolo di 6 mm e non mostrare tutti i segni. Anche una lesione che cresce, sanguina spontaneamente, prude in modo persistente o appare diversa dai propri altri nei merita attenzione.
In presenza di un cambiamento, chiedi una valutazione medica senza aspettare che compaiano più caratteristiche contemporaneamente. Le fotografie possono aiutare a documentare l’evoluzione, ma il confronto con immagini online non consente di stabilire se una lesione sia benigna.
Chi può essere colpito e quali fattori contano
Il melanoma può colpire persone con qualsiasi colore della pelle. È raro nei bambini e diventa più frequente con l’età, pur essendo rilevante anche tra i giovani adulti. Pelle chiara, occhi chiari, capelli rossi o biondi e facilità alle scottature sono caratteristiche associate a un rischio maggiore, non condizioni necessarie perché la malattia compaia.
Tra i fattori da considerare rientrano l’esposizione ai raggi UV solari o artificiali, le scottature, numerosi nei o nevi atipici, un precedente melanoma e la familiarità. Anche l’immunodepressione può aumentare il rischio. Il medico valuta questi elementi insieme per definire un programma di controllo appropriato.
Per dare un riferimento epidemiologico datato, AIRC riporta circa 12.700 nuove diagnosi in Italia nel 2023. È una stima riferita a quell’anno e a quella popolazione, non un dato aggiornato automaticamente né una misura del rischio personale.
Dalla visita alla diagnosi: perché il tempo conta
Riconoscere il melanoma quando è ancora localizzato può consentire un trattamento chirurgico con intento curativo. Non basta però che una lesione sembri “superficiale” a occhio nudo: la profondità viene valutata al microscopio. L’esito individuale dipende dalle caratteristiche del tumore e dalla sua estensione, non soltanto dall’aspetto esterno.
Il percorso comprende la raccolta della storia personale e familiare, l’esame della pelle e, quando indicata, la dermatoscopia. Se una lesione è sospetta, il medico può proporre una biopsia, spesso mediante asportazione completa quando fattibile. L’esame istologico consente di formulare la diagnosi e descrivere elementi come lo spessore di Breslow e l’ulcerazione.
La frequenza delle visite e l’eventuale monitoraggio fotografico vengono personalizzati. Non tutti i nei devono essere rimossi e non tutti richiedono lo stesso controllo. Se la diagnosi è confermata, gli accertamenti successivi vengono scelti in base alla situazione clinica.
BRAF, ricerca molecolare e terapie
Lo studio delle alterazioni molecolari ha cambiato la comprensione e il trattamento del melanoma. BRAF è uno dei geni coinvolti nei segnali che regolano la crescita cellulare. Una parte dei melanomi cutanei presenta mutazioni attivanti di questo gene: tra le varianti della posizione 600, la V600E indica la sostituzione della valina con acido glutammico; esistono anche altre varianti, tra cui V600K.
Questo non significa che tutti i melanomi abbiano una mutazione BRAF. Quando il risultato può orientare la terapia, il gruppo curante può richiedere un’analisi del tessuto tumorale. Il test molecolare non sostituisce la diagnosi istologica e il suo esito va interpretato nel contesto clinico.
Il vemurafenib, citato nelle prime versioni di questa pagina, appartiene ai farmaci diretti contro BRAF. Le opzioni terapeutiche comprendono oggi, nei casi appropriati, combinazioni di inibitori di BRAF e MEK, oltre all’immunoterapia. Chirurgia, trattamenti sistemici e altri interventi hanno indicazioni diverse secondo stadio, caratteristiche biologiche e condizioni della persona: non esiste una terapia unica valida per tutti.
Protezione della pelle e controlli
Ridurre l’esposizione eccessiva ai raggi UV è una misura concreta di prevenzione. Cerca l’ombra, usa indumenti protettivi, cappello e occhiali da sole e applica una protezione solare ad ampio spettro secondo le indicazioni del prodotto. La crema non rende sicura un’esposizione prolungata e va integrata con le altre misure. Evita lampade e lettini abbronzanti.
Conoscere la propria pelle aiuta a cogliere i cambiamenti, anche nelle aree meno visibili. L’autoesame affianca la valutazione medica e non la sostituisce. La protezione solare riduce un fattore di rischio importante, ma non elimina ogni possibilità di melanoma: per questo prevenzione e attenzione ai segnali devono procedere insieme.
Tipi di melanoma: come orientarsi nel sito
Il termine melanoma comprende forme differenti. Tra i principali tipi cutanei rientrano il melanoma a diffusione superficiale, il nodulare, il lentigo maligna melanoma e il melanoma lentigginoso acrale. Alcuni nomi descrivono soprattutto una sede, altri un aspetto clinico o microscopico: non sono categorie tutte equivalenti.
Per esempio, “amelanotico” indica la scarsa pigmentazione; “metastatico” descrive la diffusione della malattia, non una forma riconoscibile dal solo colore. Il nome del tipo non coincide con lo stadio. Per approfondire, il sito mantiene tre raccolte: tipi comuni, varianti rare e forme in sedi particolari.
Fonti e aggiornamento
- AIRC — Melanoma cutaneo
- National Cancer Institute — Melanoma Treatment (PDQ)
- American Academy of Dermatology — ABCDEs of melanoma
- DermNet — Melanoma
Aggiornamento editoriale: 16 ottobre 2026. Le informazioni non sostituiscono il parere del medico.