Vemurafenib

Vemurafenib (Zelboraf) è un inibitore della BRAF chinasi prodotto dalla Hoffmann-La Roche Inc., approvato dall'FDA per il trattamento del melanoma inoperabile o metastatico con mutazione BRAF V600E.

Vemurafenib (Zelboraf) è un inibitore della BRAF chinasi prodotto dalla Hoffmann-La Roche Inc., approvato dall’FDA per il trattamento del melanoma inoperabile o metastatico con mutazione BRAF V600E. Questo farmaco si è dimostrato altamente efficace nei pazienti con questa specifica mutazione genetica, mentre le cellule tumorali prive di questa mutazione non rispondono al trattamento. Al contrario, l’uso del vemurafenib in pazienti senza tale mutazione potrebbe persino peggiorare il quadro clinico.

Vemurafenib
Vemurafenib

Il meccanismo d’azione del vemurafenib consiste nell’inibire la via B/Raf/MEK/ERK, interferendo con le vie di segnalazione che favoriscono la crescita delle cellule tumorali. Le dosi raccomandate per l’uso sono di 960 mg due volte al giorno, sia con che senza pasti.

Studi comparativi hanno dimostrato che il vemurafenib è significativamente più efficace della Dacarbazina, un altro farmaco utilizzato per trattare il melanoma. La sopravvivenza a 6 mesi con il vemurafenib è stata dell’84%, rispetto al 64% della dacarbazina, mentre la risposta al trattamento è stata del 48% per il vemurafenib e solo del 5% per la dacarbazina (p < 0,001).

Prima dell’inizio del trattamento con vemurafenib, è essenziale identificare i pazienti con melanoma che presentano la mutazione del BRAF V600E. Per fare ciò, viene utilizzato il test denominato “4800 BRAF V600 Mutation Test” sviluppato da Roche Molecular Systems.

Tra gli effetti collaterali più comuni del vemurafenib si riscontrano artralgie, rash cutanei, alopecia, debolezza, reazioni di fotosensibilità e nausea. Inoltre, è stato riportato che nel 24% dei casi si sono verificati carcinomi squamocellulari e cheratoacantomi.

Per migliorare ulteriormente l’efficacia del trattamento e ridurre gli effetti collaterali, sono stati sperimentati trattamenti combinati con l’ipilimumab, un altro farmaco approvato per il melanoma. Queste terapie in combinazione hanno dimostrato risultati promettenti nella sopravvivenza dei pazienti, aprendo nuove prospettive per il trattamento integrato di questa grave malattia oncologica.

Vedi anche: Paul B. Chapman et al: New England Journal of Medicine: Improved Survival with Vemurafenib in Melanoma with BRAF V600E Mutation