Da dove comincia la scelta terapeutica
La terapia medica del melanoma comprende trattamenti che agiscono sul sistema immunitario o su specifici meccanismi delle cellule tumorali, oltre ad approcci utilizzati in situazioni particolari. Non esiste un unico farmaco migliore per tutti. La scelta parte da diagnosi istologica, stadio, possibilità di asportare la malattia, eventuali mutazioni rilevanti e condizioni della persona.
Occorre distinguere il melanoma cutaneo dalle forme mucose e oculari: la biologia e le indicazioni non sono sempre trasferibili. Anche due persone con melanoma cutaneo possono avere obiettivi terapeutici diversi. La presenza di una mutazione BRAF, da sola, non stabilisce né la gravità del tumore né l’obbligo di iniziare una determinata cura.
Questa pagina è l’indice del percorso: le sottopagine approfondiscono farmaci approvati, BRAF V600E, ipilimumab, vemurafenib, cobimetinib e dabrafenib con trametinib. Le schede non sono prescrizioni e non sostituiscono il confronto multidisciplinare.
Fonti per questa sezione: ESMO — Cutaneous melanoma: Clinical Practice Guideline (2024/2025); National Cancer Institute — Melanoma Treatment (PDQ), health professional version.
Adiuvante, neoadiuvante e malattia avanzata
La terapia adiuvante viene proposta dopo l’asportazione completa in determinati melanomi a rischio di recidiva. Non tratta necessariamente un tumore ancora visibile: cerca di ridurre il rischio che la malattia ritorni. Il beneficio atteso va confrontato con la possibilità di effetti avversi anche in una persona che, dopo la chirurgia, non presenta malattia rilevabile.
La terapia neoadiuvante precede un intervento programmato in contesti selezionati. Nella malattia non resecabile o metastatica, invece, la terapia sistemica mira al controllo della malattia, al prolungamento della sopravvivenza e alla qualità di vita. Queste situazioni non devono essere confuse: lo stesso medicinale può avere evidenze o autorizzazioni differenti secondo lo stadio e il momento del percorso.
Chiedi sempre quale sia l’obiettivo nel tuo caso, come verrà misurato il risultato e quando sarà rivalutata la strategia. Una risposta radiologica, l’assenza di recidiva e la sopravvivenza sono misure diverse.
Fonti per questa sezione: National Cancer Institute — Melanoma Treatment (PDQ), health professional version; ESMO — Cutaneous melanoma: Clinical Practice Guideline (2024/2025).
Immunoterapia oggi: gli inibitori dei checkpoint
Nivolumab e pembrolizumab agiscono sul checkpoint PD-1; ipilimumab sul CTLA-4; relatlimab sul LAG-3 ed è disponibile in combinazione con nivolumab. Questi farmaci aiutano a rimuovere alcuni freni della risposta immunitaria. Non sono vaccini e non rappresentano una generica “stimolazione delle difese” ottenibile con integratori.
Gli anti-PD-1 da soli e alcune combinazioni sono opzioni consolidate in specifici contesti del melanoma. La combinazione nivolumab–ipilimumab può produrre benefici duraturi, ma aumenta il rischio di tossicità rispetto alla monoterapia; i risultati a dieci anni di CheckMate 067 documentano l’evoluzione delle evidenze. Nessuna percentuale di uno studio predice con certezza la risposta della singola persona.
Per nivolumab–relatlimab l’indicazione europea di prima linea richiede melanoma avanzato e PD-L1 tumorale inferiore all’1%, oltre ai criteri di età della scheda. Questo requisito non va esteso automaticamente a tutti gli anti-PD-1 o importato da schede statunitensi diverse.
Fonti per questa sezione: EMA — Opdivo: indications and product information; EMA — Keytruda: indications and product information; EMA — Yervoy: indications, product information and leaflet; EMA — Opdualag: indications and product information; Wolchok et al. — CheckMate 067, final 10-year outcomes (2024/2025).
Effetti immunomediati: riconoscerli presto
La risposta immunitaria può interessare organi sani: intestino, fegato, polmoni, cute e ghiandole endocrine sono fra le possibili sedi, ma non le uniche. Diarrea persistente, difficoltà respiratoria, ittero, marcata debolezza, cefalea insolita o cambiamenti importanti devono essere segnalati al team. Alcune reazioni compaiono anche dopo la fine del trattamento.
Prima di iniziare, comunica malattie autoimmuni, trapianti, terapie immunosoppressive e tutti i medicinali assunti. Non sono dettagli secondari nella scelta. Il centro definisce controlli, recapiti e gestione degli eventi avversi; può essere necessario sospendere il farmaco o trattare l’infiammazione.
Non cercare di compensare sintomi nuovi con rimedi autonomi o aspettando la prossima infusione. La gravità percepita non sempre coincide con quella clinica, e un intervento tempestivo può prevenire complicanze. Se i sintomi sono gravi o rapidamente progressivi serve assistenza urgente.
Fonti per questa sezione: EMA — Yervoy: indications, product information and leaflet; EMA — Opdivo: indications and product information; EMA — Keytruda: indications and product information.
Terapie mirate BRAF e MEK
Nei melanomi con una mutazione BRAF V600 possono essere utilizzate combinazioni che bloccano BRAF e MEK, due componenti della stessa via di segnalazione. Le coppie comprendono dabrafenib–trametinib, vemurafenib–cobimetinib ed encorafenib–binimetinib. Non sono farmaci intercambiabili da associare liberamente: ogni coppia ha dati, indicazioni e precauzioni proprie.
Il test molecolare deve documentare una variante pertinente. Le terapie BRAF/MEK non sono una scelta standard per il melanoma privo della mutazione richiesta. Possono ottenere una riduzione rapida del tumore, ma la resistenza può limitare la durata del beneficio; l’immunoterapia rimane una possibilità anche in presenza di BRAF mutato.
Nella scelta della sequenza contano velocità della malattia, sintomi, sedi coinvolte, terapie precedenti e controindicazioni. DREAMseq ha studiato l’ordine fra immunoterapia combinata e dabrafenib–trametinib: i risultati sostengono l’importanza della sequenza, senza rendere identiche tutte le situazioni cliniche.
Fonti per questa sezione: EMA — Tafinlar: indications, product information and leaflet; EMA — Cotellic: indications, product information and leaflet; EMA — Braftovi (encorafenib); DREAMseq — Randomized treatment-sequence trial (2022/2023).
Trattamenti intorno alla chirurgia
Le opzioni adiuvanti comprendono anti-PD-1 in stadi definiti e dabrafenib–trametinib in determinati melanomi di stadio III con BRAF V600 dopo resezione completa. Non significa che ogni melanoma operato richieda farmaci: rischio di recidiva, benefici assoluti, comorbidità e preferenze vanno discussi prima della decisione.
Per alcuni melanomi di stadio III macroscopico resecabile, la strategia neoadiuvante con nivolumab–ipilimumab è sostenuta dallo studio NADINA. In Italia AIFA ha previsto nel novembre 2025 uno specifico percorso ai sensi della legge 648/1996, con criteri e trattamento successivo collegati alla risposta patologica. Non è un’autorizzazione generica per ogni stadio o per saltare la chirurgia.
Il centro verifica i requisiti applicabili e organizza tempi di terapia, intervento e valutazione del pezzo operatorio. La possibilità di ricevere un trattamento prima dell’intervento non deve provocare ritardi autonomi di una chirurgia già indicata.
Fonti per questa sezione: EMA — Opdivo: indications and product information; EMA — Keytruda: indications and product information; EMA — Tafinlar: indications, product information and leaflet; Blank et al. — NADINA, phase 3, NEJM (2024); AIFA — Nivolumab + ipilimumab, neoadjuvant treatment, Law 648/1996 (17 November 2025).
Chemioterapia e immunoterapie storiche
Dacarbazina, temozolomide e altri citotossici appartengono alla storia e ad alcuni contesti selezionati della cura del melanoma. Non è più corretto definire la dacarbazina l’unico farmaco approvato per il melanoma metastatico, né collocare automaticamente la chemioterapia prima delle opzioni moderne quando queste sono appropriate.
Fotemustina, platini, taxani e vecchie combinazioni con vinblastina o tamoxifene non costituiscono un elenco di trattamenti equivalenti da cui scegliere. Il passaggio di un farmaco attraverso la barriera ematoencefalica non dimostra, da solo, che sia molto efficace sulle metastasi cerebrali. Efficacia clinica e proprietà farmacologiche sono concetti distinti.
Interferone, interleuchina-2 ad alte dosi e biochemioterapia hanno avuto un ruolo storico. BCG, Corynebacterium parvum e levamisolo non vanno presentati come standard sistemici attuali. Le tossicità delle vecchie strategie possono essere rilevanti: il fatto che un trattamento sia noto da anni non lo rende automaticamente più sicuro.
La somministrazione può essere orale o endovenosa secondo il farmaco e il protocollo. Fra gli effetti dei citotossici possono comparire riduzione delle cellule del sangue, stanchezza, disturbi gastrointestinali, lesioni della mucosa orale, perdita dei capelli e conseguenze sulla fertilità; frequenza e gravità variano. Il piano deve comprendere controlli ematici e istruzioni su febbre o altri sintomi, senza considerare ogni chemioterapia equivalente.
Fonti per questa sezione: National Cancer Institute — Melanoma Treatment (PDQ), health professional version; NICE NG14 — Melanoma: assessment and management; National Cancer Institute — Melanoma Treatment, patient version.
Perfusione regionale e terapie intralesionali
Per metastasi in transito limitate a un arto, alcuni centri valutano perfusione o infusione isolata e altre procedure locali. Lo scopo è concentrare il trattamento in una regione, ma non significa assenza assoluta di esposizione sistemica o di rischi. Dolore, edema e danno tissutale possono essere importanti; le procedure richiedono selezione e competenze specifiche.
OncoVEX era il nome di sviluppo del virus oncolitico talimogene laherparepvec, oggi noto come T-VEC/Imlygic. Non è corretto descriverlo ancora soltanto come un nuovo studio di fase III. L’indicazione europea riguarda specifiche forme non resecabili con diffusione cutanea, sottocutanea o linfonodale, senza malattia ossea, cerebrale, polmonare o viscerale.
Essendo un virus modificato somministrato nelle lesioni, richiede precauzioni specifiche e non equivale a un vaccino preventivo. L’effetto locale non garantisce controllo di tutte le metastasi; disponibilità e adeguatezza vanno verificate con il centro.
Nella perfusione isolata, eseguita in un centro esperto, la circolazione dell’arto viene temporaneamente separata da quella generale e collegata a un circuito extracorporeo; possono essere impiegati riscaldamento e farmaci secondo il protocollo. La procedura si svolge in anestesia e richiede controllo dell’eventuale passaggio sistemico. L’infusione isolata è una tecnica diversa: termini e rischi devono essere spiegati prima del consenso.


Fonti per questa sezione: NICE NG14 — Melanoma: assessment and management; EMA — Imlygic (talimogene laherparepvec); National Cancer Institute — Melanoma Treatment, patient version.
Radioterapia, cervello e controllo dei sintomi
La radioterapia è un trattamento locale, non un farmaco, ma può integrarsi con le cure sistemiche. Ha un ruolo nel controllo di determinate sedi e nel sollievo dei sintomi. Per le metastasi cerebrali la scelta può coinvolgere neurochirurgia, radiochirurgia stereotassica e terapia sistemica, secondo numero, dimensioni, sintomi e quadro generale.
Gamma Knife e CyberKnife identificano tecnologie: il nome dell’apparecchio non dimostra che un trattamento sia migliore o equivalente a un’altra modalità. Non è corretto equiparare indistintamente radiochirurgia stereotassica e irradiazione dell’intero encefalo. Anche per metastasi ossee dolorose o a rischio di frattura servono valutazione clinica e, quando necessario, ortopedica.
Imiquimod può trovare un impiego specialistico fuori indicazione in casi selezionati di lentigo maligna in situ; non è una terapia sistemica standard per il melanoma metastatico. Il percorso dedicato alla terapia chirurgica ne chiarisce il contesto.

Fonti per questa sezione: ESMO — Cutaneous melanoma: Clinical Practice Guideline (2024/2025); NICE NG14 — Melanoma: assessment and management.
Terapie cellulari: distinguere Paesi e indicazioni
Il trasferimento cellulare adottivo utilizza cellule immunitarie preparate per il trattamento. Nei prodotti TIL i linfociti vengono ottenuti dal tumore, espansi e reinfusi con un percorso complesso che può comprendere chemioterapia preparatoria e interleuchina-2. Non è una semplice trasfusione e può richiedere assistenza altamente specializzata.
Lifileucel/Amtagvi ha ricevuto approvazione accelerata FDA negli Stati Uniti nel 2024 per una specifica popolazione già trattata con melanoma avanzato. La domanda europea è stata ritirata nel luglio 2025, come documentato da EMA. Non va quindi presentato come una terapia ordinariamente autorizzata nell’Unione europea sulla base della decisione americana.
La ricerca su TIL, cellule ingegnerizzate e recettori T modificati continua. Un piccolo studio con regressioni tumorali non stabilisce un tasso di successo generale: protocollo, selezione, tossicità e durata del controllo sono essenziali per interpretarlo.
Fonti per questa sezione: FDA — Amtagvi (lifileucel), accelerated approval; EMA — Amtagvi: withdrawal of marketing-authorisation application (2025); National Cancer Institute — Melanoma Treatment (PDQ), health professional version.
Terapie sperimentali: domande aperte, non promesse
Fra i filoni di ricerca ci sono vaccini terapeutici personalizzati, nuove combinazioni immunologiche e strategie per superare la resistenza. INTerpath-001 (NCT05933577) studia intismeran autogene/V940 con pembrolizumab dopo chirurgia di melanomi ad alto rischio. Si tratta di un trattamento rivolto a chi ha avuto il tumore, non di una vaccinazione preventiva della popolazione.
Morpheus-Melanoma ha esplorato nuove combinazioni neoadiuvanti in fase Ib/II. Altri programmi studiano bersagli come CD137 o CD40: il nome del bersaglio non significa che esista già uno standard disponibile. Ogni combinazione va valutata singolarmente; un farmaco approvato può essere sperimentale se usato in uno schema o in un contesto diverso.
Un trial può offrire accesso alla ricerca, ma non garantisce un beneficio personale. Servono protocollo registrato, criteri di eleggibilità, valutazione etica e consenso informato. Verifica disponibilità e alternative con l’oncologo, senza interrompere o ritardare autonomamente una cura. “Attivo” nel registro non significa necessariamente aperto all’arruolamento nel proprio centro.

Fonti per questa sezione: ClinicalTrials.gov — INTerpath-001, NCT05933577, phase 3; Morpheus-Melanoma — Randomized phase 1b/2 study (2025); National Cancer Institute — Participate in Cancer Treatment Trials; National Cancer Institute — Melanoma Treatment (PDQ), health professional version; Phase I/II melanoma vaccine with CD40 agonist — JITC (2026); LOAd703 — Engineered CD40L/4-1BBL approach in resistant melanoma (2026).
Preparare il colloquio e interpretare le fonti
Porta referti, elenco completo dei farmaci e domande scritte: quale obiettivo, quale beneficio atteso, quali alternative, quali controlli e quale recapito in caso di problemi? Chiarisci anche impatto su lavoro, fertilità, gravidanza, viaggi e assistenza familiare. Le cure di supporto e il controllo del dolore fanno parte del percorso, non indicano abbandono delle terapie antitumorali.
Una mediana di sopravvivenza non è una scadenza personale; una riduzione relativa del rischio non equivale alla stessa percentuale di guarigioni. I confronti affidabili richiedono popolazioni e tempi definiti. Per questo le percentuali storiche sono datate e collegate allo studio, mentre le indicazioni rimandano a linee guida e documenti regolatori.
EMA descrive l’autorizzazione europea; AIFA definisce accesso e rimborsabilità in Italia secondo i percorsi applicabili. Il centro verifica sempre la situazione concreta. La data di revisione editoriale indica il controllo delle fonti e non certifica una revisione clinica specialistica.
Fonti per questa sezione: National Cancer Institute — Participate in Cancer Treatment Trials; AIFA — Reimbursement and pricing; National Cancer Institute — Melanoma Treatment (PDQ), health professional version.
Fonti e aggiornamento
- ESMO — Cutaneous melanoma: Clinical Practice Guideline (2024/2025)
- National Cancer Institute — Melanoma Treatment (PDQ), health professional version
- EMA — Opdivo: indications and product information
- EMA — Keytruda: indications and product information
- EMA — Yervoy: indications, product information and leaflet
- EMA — Opdualag: indications and product information
- Wolchok et al. — CheckMate 067, final 10-year outcomes (2024/2025)
- EMA — Tafinlar: indications, product information and leaflet
- EMA — Cotellic: indications, product information and leaflet
- EMA — Braftovi (encorafenib)
- DREAMseq — Randomized treatment-sequence trial (2022/2023)
- Blank et al. — NADINA, phase 3, NEJM (2024)
- AIFA — Nivolumab + ipilimumab, neoadjuvant treatment, Law 648/1996 (17 November 2025)
- NICE NG14 — Melanoma: assessment and management
- National Cancer Institute — Melanoma Treatment, patient version
- EMA — Imlygic (talimogene laherparepvec)
- FDA — Amtagvi (lifileucel), accelerated approval
- EMA — Amtagvi: withdrawal of marketing-authorisation application (2025)
- ClinicalTrials.gov — INTerpath-001, NCT05933577, phase 3
- Morpheus-Melanoma — Randomized phase 1b/2 study (2025)
- National Cancer Institute — Participate in Cancer Treatment Trials
- Phase I/II melanoma vaccine with CD40 agonist — JITC (2026)
- LOAd703 — Engineered CD40L/4-1BBL approach in resistant melanoma (2026)
- AIFA — Reimbursement and pricing
Revisione editoriale e consultazione delle fonti: 17 ottobre 2026. Le date degli studi distinguono evidenze attuali e documenti storici. Nessuna revisione clinica specialistica è attestata da questa data.


