Epidemiologia del melanoma

Che cosa misura l’epidemiologia

L’epidemiologia del melanoma studia quanto è frequente la malattia, come si distribuisce nella popolazione e come cambiano nel tempo diagnosi, decessi e sopravvivenza. Serve a orientare prevenzione, ricerca e servizi sanitari. I numeri descrivono gruppi di persone: non stabiliscono il destino di chi riceve una diagnosi.

Per leggere correttamente un dato bisogna distinguere quattro misure. L’incidenza conta le nuove diagnosi in un periodo; la mortalità i decessi attribuiti alla malattia; la prevalenza le persone viventi dopo una diagnosi; la sopravvivenza descrive l’esperienza di pazienti seguiti dopo la diagnosi.

Un numero di casi non è un tasso. I tassi per 100.000 persone tengono conto della dimensione della popolazione; quelli standardizzati per età attenuano l’effetto delle diverse strutture anagrafiche. Anche così, un confronto richiede popolazioni, periodi e metodi compatibili. Questa pagina riguarda il melanoma della cute, non somma le forme oculari e mucose.

Il quadro italiano: dati e anni di riferimento

Il rapporto I numeri del cancro in Italia 2025, nella scheda sui melanomi, riporta 12.941 nuove diagnosi stimate per il 2024: 7.069 negli uomini e 5.872 nelle donne. Per la mortalità riporta invece 2.500 decessi stimati nel 2022, di cui 1.500 negli uomini e 1.000 nelle donne.

L’anno di pubblicazione non coincide quindi con l’anno di tutti i dati. Questi conteggi non vanno trasformati in un tasso standardizzato per età per 100.000 persone dividendo semplicemente per la popolazione, né confrontati direttamente con i tassi standardizzati statunitensi presentati più avanti.

Le differenze territoriali italiane richiedono dati di registro riferiti allo stesso periodo e alla stessa popolazione standard. La precedente pagina descriveva un gradiente Nord–Sud con stime molto più vecchie: non lo utilizziamo come graduatoria attuale. Anche la completezza della registrazione va valutata con indicatori di qualità, senza presumere che una diagnosi effettuata fuori dall’ospedale sia automaticamente esclusa dai registri.

Il nuovo grafico: incidenza e mortalità nel tempo

Il grafico precedente mostrava il Nuovo Galles del Sud, in Australia, dal 1987 al 2006. Il nuovo grafico utilizza una serie statunitense autonoma: incidenza nei registri SEER 8 dal 1975 al 2023 e mortalità nell’intero territorio statunitense dal 1975 al 2024. Non abbiamo prolungato la vecchia curva con dati di un altro Paese.

Sono riportati i tassi osservati, standardizzati per età, per 100.000 persone, con entrambi i sessi e tutti i gruppi della fonte. I due pannelli hanno scale verticali differenti per rendere leggibile la mortalità. Nella serie SEER 8 l’incidenza passa da 8,80 nel 1975 a 28,26 nel 2023; la mortalità nazionale è pari a 2,00 nel 2024. Il calo delle diagnosi registrate nel 2020 va letto nel contesto della pandemia.

La maggiore frequenza delle diagnosi non equivale a un identico andamento dei decessi. Inoltre, la serie storica SEER 8 e la tabella SEER 21 sottostante coprono insiemi di registri diversi: i loro valori non sono intercambiabili.

Fonte: NCI SEER Cancer Stat Facts, consultata il 16 ottobre 2026. Seleziona il grafico per ingrandirlo.
Consulta i 50 anni di dati del grafico
Tassi osservati per 100.000, standardizzati per età. Il trattino indica un dato non disponibile.
Anno Incidenza SEER 8 Mortalità USA
1975 8,80 2,06
1976 8,83 2,24
1977 9,64 2,27
1978 9,63 2,31
1979 10,19 2,42
1980 11,10 2,34
1981 11,69 2,43
1982 11,59 2,46
1983 11,90 2,48
1984 12,11 2,53
1985 13,59 2,56
1986 13,64 2,59
1987 14,43 2,65
1988 13,60 2,65
1989 14,40 2,69
1990 14,47 2,75
1991 15,27 2,71
1992 15,54 2,71
1993 15,29 2,71
1994 16,32 2,66
1995 17,17 2,70
1996 18,04 2,80
1997 18,43 2,73
1998 18,17 2,75
1999 18,69 2,63
2000 19,82 2,66
2001 20,12 2,66
2002 19,63 2,61
2003 20,00 2,67
2004 21,67 2,67
2005 23,56 2,76
2006 23,44 2,74
2007 23,00 2,68
2008 24,41 2,69
2009 24,57 2,81
2010 25,52 2,74
2011 24,20 2,70
2012 24,13 2,67
2013 25,53 2,68
2014 26,95 2,60
2015 27,39 2,44
2016 27,23 2,20
2017 27,26 2,13
2018 27,01 2,13
2019 28,28 2,06
2020 24,14 2,06
2021 27,94 2,02
2022 28,64 1,98
2023 28,26 1,98
2024 — 2,00

Incidenza per sesso e gruppi di popolazione: 2019–2023

La tabella aggiorna il precedente prospetto 2001–2005 con i dati SEER 21 del periodo 2019–2023. I valori indicano nuovi casi annui per 100.000 persone e sono standardizzati per età. Le categorie riprendono la classificazione demografica statunitense: “ispanico” identifica un’origine etnica; gli altri gruppi specificati sono non ispanici.

Questa precisazione è necessaria anche per evitare confronti impropri con le etichette della vecchia tabella. I gruppi demografici non sono categorie biologiche omogenee e non spiegano da soli le differenze osservate. Per valutare l’evoluzione di un gruppo occorre una serie costruita con definizioni e copertura coerenti, non la semplice sottrazione tra due tabelle di edizioni diverse.

Stati Uniti · SEER 21 · 2019–2023
Nuovi casi annui per 100.000, standardizzati per età
Gruppo nella fonte Uomini Donne
Tutti i gruppi 28,3 17,9
Ispanici 5,0 5,0
Indiani d’America / nativi dell’Alaska, non ispanici 11,3 7,7
Asiatici / isolani del Pacifico, non ispanici 1,3 1,2
Neri, non ispanici 1,1 0,9
Bianchi, non ispanici 40,7 27,6

Fonte: NCI SEER Cancer Stat Facts. La riga “Tutti i gruppi” è il totale, non un ulteriore gruppo da sommare.

Età, sesso e sede delle lesioni

Il melanoma non è soltanto una malattia dei giovani adulti. Negli Stati Uniti, nei dati SEER 21 2019–2023, l’età mediana alla diagnosi è 67 anni e la fascia 65–74 anni concentra la quota maggiore delle nuove diagnosi. Questo dato statunitense non va presentato come età media italiana. Il melanoma può comunque comparire prima, mentre in età pediatrica rimane raro.

Nella stessa fonte il tasso complessivo è superiore negli uomini rispetto alle donne: 28,3 contro 17,9 per 100.000. La precedente affermazione di una prevalenza femminile generalizzata non descrive quindi tutte le popolazioni e tutte le età.

Il tronco è una sede frequente negli uomini, mentre gli arti sono spesso interessati nelle donne. Sono distribuzioni statistiche, non regole per escludere una lesione: cute, cuoio capelluto, palmi, piante e unghie richiedono attenzione quando compaiono cambiamenti.

Differenze geografiche e colore della pelle

La frequenza del melanoma varia molto nel mondo. L’Australia resta un contesto importante per studiare esposizione ai raggi UV e prevenzione: Cancer Australia riporta, per il 2021, 15.034 nuove diagnosi e un tasso standardizzato di circa 60 casi per 100.000 persone. È un dato nazionale australiano, distinto dal vecchio grafico regionale del Nuovo Galles del Sud.

I confronti internazionali devono considerare la popolazione standard utilizzata, la qualità dei registri, la composizione per età e le modalità di rilevazione. Due tassi entrambi chiamati “standardizzati” possono utilizzare riferimenti diversi e non essere direttamente confrontabili.

Nelle persone con pelle scura l’incidenza complessiva è più bassa, ma il melanoma può comunque insorgere. Una maggiore quota di lesioni acrali tra i melanomi di una popolazione non significa necessariamente un rischio assoluto più alto di quel sottotipo. La tabella statunitense non dimostra che i traumi dei piedi causino melanoma: la vecchia spiegazione legata al camminare scalzi non viene riproposta come causa accertata.

Esposizione solare, abitudini e prevenzione

Le radiazioni ultraviolette sono un fattore di rischio modificabile importante per molti melanomi cutanei. Esposizioni intense e intermittenti, scottature e lampade abbronzanti restano temi centrali di prevenzione. Tuttavia un grafico di incidenza, da solo, non misura quanto ogni comportamento abbia contribuito all’andamento: possono intervenire anche invecchiamento, maggiore attenzione diagnostica e cambiamenti nella registrazione.

Le osservazioni personali presenti nella vecchia pagina sono state ricondotte a indicazioni generali, senza attribuire una diagnosi alle abitudini di una singola persona. Cercare l’ombra, evitare l’abbronzatura artificiale, usare indumenti protettivi e applicare correttamente una protezione solare sono misure complementari.

Per i bambini è particolarmente importante prevenire le scottature. La crema non autorizza a prolungare l’esposizione; dopo il bagno, la sudorazione o l’asciugatura va riapplicata secondo le indicazioni del prodotto. Non esiste una regola universale secondo cui la protezione scompare dopo dieci minuti: contano formulazione, quantità, acqua e comportamento.

Mortalità e sopravvivenza: cosa è cambiato

Negli Stati Uniti il tasso standardizzato di mortalità è diminuito rispetto ai livelli osservati all’inizio degli anni 2010. La diagnosi tempestiva conserva un ruolo importante, ma attribuire il miglioramento soltanto alla dermatoscopia sarebbe incompleto. Le analisi discusse dal National Cancer Institute indicano anche un contributo rilevante dei progressi terapeutici, in particolare immunoterapia e terapie mirate per la malattia avanzata.

La sopravvivenza relativa a cinque anni riportata da SEER è 94,7% per il periodo 2016–2022, tutti gli stadi combinati, nei registri SEER 21 escluso Illinois. Questo indicatore confronta la sopravvivenza dei pazienti con quella attesa nella popolazione generale: non è la percentuale personale di guarigione.

Stadio, caratteristiche del melanoma, condizioni generali e trattamenti modificano il quadro clinico. Inoltre mortalità e sopravvivenza hanno denominatori diversi: la prima riguarda la popolazione, la seconda le persone con diagnosi. Non vanno interpretate come due modi equivalenti di misurare lo stesso risultato.

Come leggere gli aggiornamenti senza confondere i dati

I registri richiedono tempo per raccogliere, verificare e consolidare le diagnosi. Una fonte consultata nel 2026 può quindi contenere dati osservati del 2023, mortalità del 2024 e proiezioni per anni successivi. In questa pagina il grafico usa valori osservati; i conteggi italiani sono esplicitamente indicati come stime.

Il rischio nell’arco della vita è un altro indicatore ancora: SEER lo stima intorno al 2,2% sulla base dei dati 2021–2023. Non è un rischio annuale e non va confrontato direttamente con il vecchio “1 su 75” senza conoscere popolazione e metodo di calcolo.

Per ogni aggiornamento vanno conservati fonte, periodo, definizione del tumore, copertura dei registri e tipo di standardizzazione. I dati aiutano a comprendere il fenomeno e a pianificare la prevenzione; se il dubbio riguarda una lesione o un referto personale, il riferimento rimane la valutazione medica.

Fonti e aggiornamento

Aggiornamento editoriale e consultazione delle fonti: 16 ottobre 2026. Dati storici e stime mantengono gli anni di riferimento indicati. Le informazioni non sostituiscono la valutazione del medico.