Melanoma maligno a diffusione superficiale

Che cosa significa “a diffusione superficiale”

Il melanoma a diffusione superficiale, spesso abbreviato MDS o SSM dall’inglese superficial spreading melanoma, origina dai melanociti. È il sottotipo più frequente in molte popolazioni a pelle chiara. Le quote riportate, spesso intorno ai due terzi dei casi, dipendono dalla popolazione e dai criteri di registrazione: non sono una percentuale universale.

Il nome descrive una modalità di crescita e non garantisce che il tumore sia poco profondo. Una lesione definita “a diffusione superficiale” può essere in situ oppure invasiva. Per capire la situazione individuale occorre leggere l’esame istologico e, quando presente, la misura della componente invasiva.

Rispetto agli altri tipi comuni di melanoma, può avere una fase di estensione laterale riconoscibile, ma la sua durata non è prevedibile osservando la pelle. Non esiste un periodo di attesa considerato sicuro per una lesione sospetta.

Dove compare e rapporto con i nevi

Può svilupparsi in diverse sedi; dorso e tronco negli uomini e gambe nelle donne sono localizzazioni frequentemente descritte. Queste distribuzioni non escludono altre zone o altri gruppi di persone. Può comparire in età adulta anche avanzata: un’età media riportata in uno studio non è una soglia diagnostica.

Può insorgere su un nevo preesistente, ma molti casi compaiono su cute dove prima non era evidente un neo. Non è quindi corretto considerarlo principalmente la degenerazione di un neo conosciuto. Predisposizione individuale, precedenti personali o familiari, numero dei nevi ed esposizione UV fanno parte della valutazione del rischio.

Aspetto ed evoluzione della lesione

La lesione può essere piatta o lievemente rilevata, asimmetrica, con contorni irregolari, dentellati o sfumati. La pigmentazione può combinare marrone, nero, blu, grigio e rosa, con aree più chiare o depigmentate. Non tutte queste caratteristiche sono presenti insieme e alcune lesioni sono piccole.

Nella fase radiale le cellule si estendono lateralmente; se superano il confine tra epidermide e derma, il melanoma è invasivo. Un nuovo rilievo o nodulo all’interno di una macchia può segnalare un cambiamento importante. La crescita in profondità può però essere già presente anche senza un nodulo evidente.

La regola ABCDE aiuta a osservare asimmetria, bordi, colore, diametro ed evoluzione. È utile anche riconoscere una lesione diversa dagli altri nei della persona. Ulcerazione, sanguinamento, prurito persistente o modificazioni rapide vanno riferiti, ma l’assenza di sintomi non esclude il melanoma.

Dalla visita alla conferma istologica

La visita dermatologica e la dermatoscopia orientano il sospetto. La diagnosi non si conferma soltanto con l’esame fisico: richiede l’analisi del tessuto. Quando fattibile, una lesione sospetta viene rimossa interamente per una biopsia escissionale; sede e dimensioni possono richiedere strategie diverse, scelte dallo specialista.

Il referto chiarisce se il melanoma è in situ o invasivo. Nel secondo caso, spessore di Breslow, ulcerazione e margini sono informazioni centrali. L’eventuale biopsia del linfonodo sentinella e gli esami di imaging vengono valutati secondo lo stadio e il rischio, non prescritti automaticamente a chiunque abbia questo sottotipo.

Trattamento e controlli

La chirurgia è il trattamento principale della malattia localizzata; dopo la diagnosi può essere necessario un ampliamento dell’escissione, con margini stabiliti in base al quadro istologico. In situazioni selezionate a maggior rischio si discutono trattamenti aggiuntivi.

Per la malattia non operabile o metastatica, le opzioni possono includere immunoterapia e, in presenza di alterazioni molecolari appropriate, terapie mirate. Radioterapia e chemioterapia hanno indicazioni specifiche e non sono alternative equivalenti da scegliere soltanto in base al nome del sottotipo. La guida alle cure introduce questi percorsi.

La prognosi dipende soprattutto dall’estensione della malattia e dalle caratteristiche del tumore. Dopo il trattamento, il programma dei controlli viene personalizzato. L’autoesame della cute e la protezione UV restano utili, senza sostituire le visite. Porta all’équipe referto, elenco delle terapie e cambiamenti osservati tra un controllo e l’altro.

Fonti e aggiornamento

Revisione editoriale: 16 ottobre 2026. Le informazioni non sostituiscono la valutazione del medico.