Quale posto ha nel trattamento
La lentigo maligna è un melanoma in situ, generalmente localizzato su cute cronicamente esposta al sole. La chirurgia rimane il riferimento perché consente asportazione ed esame del tessuto. Quando l’intervento non è praticabile o comporta conseguenze funzionali o estetiche inaccettabili, il team può discutere alternative in casi selezionati.
La radioterapia impiega radiazioni ionizzanti per trattare l’area interessata. I raggi X molli e i raggi Grenz appartengono a tecniche superficiali, ma non sono sinonimi di ogni forma di radioterapia. Energia, penetrazione e modalità di somministrazione cambiano fra apparecchiature: non si può trasferire una dose pubblicata per una tecnica a un’altra.
Se è presente una componente invasiva, la valutazione cambia. Questa pagina non propone la radioterapia superficiale come trattamento generale del melanoma invasivo o metastatico. Prima di scegliere un’alternativa all’escissione occorre una diagnosi istologica adeguata e una valutazione specialistica dell’estensione.
Fonti per questa sezione: American Academy of Dermatology — Melanoma clinical guideline; Hedblad and Mallbris — Grenz ray treatment, 593 patients, JAAD (2012).
Lo studio di Stoccolma: che cosa documentava
Hedblad e Mallbris pubblicarono nel 2012 una serie di 593 pazienti trattati al Karolinska fra il 1990 e il 2009: 350 con raggi Grenz come terapia primaria, 71 dopo escissione parziale e 172 dopo escissione radicale. Questi gruppi diversi non equivalgono a un confronto randomizzato con la chirurgia.
Gli autori riportarono clearance completa dopo un ciclo frazionato in 520/593 pazienti, pari all’88%; 15 avevano lesioni residue e 58 presentarono recidiva. Il follow-up era di almeno due anni per 425 pazienti e di cinque anni per 241. Il dato non significa guarigione definitiva dell’88% a una stessa scadenza per tutti.
Il lavoro descriveva sei sedute nell’arco di tre settimane e dosi totali di 100–160 Gy specifiche per raggi Grenz. Sono dati storici del protocollo, non indicazioni da applicare oggi a un paziente o ad altre apparecchiature. La vecchia pagina riportava anche “53 recidive, 72%”: la percentuale non è coerente con un denominatore di 58 e non viene riproposta come dato affidabile.
Fonti per questa sezione: Hedblad and Mallbris — Grenz ray treatment, 593 patients, JAAD (2012).
Dati successivi e confronto con imiquimod
Un successivo studio con follow-up a dieci anni, pubblicato nel 2020, ha documentato risultati favorevoli in una coorte trattata con raggi Grenz. Rimane un’esperienza osservazionale di un contesto specialistico: non dimostra che la tecnica sia adatta a ogni lentigo maligna o equivalente alla chirurgia in tutti i pazienti.
Nel 2025 è stato pubblicato uno studio randomizzato di fase III su radioterapia e imiquimod in 126 pazienti con lentigo maligna non adatta alla chirurgia. A sei mesi la risposta era del 95% in entrambi i gruppi; a 24 mesi furono riportati 12 fallimenti nel gruppo radioterapia e 6 nel gruppo imiquimod. La differenza non risultava statisticamente significativa e lo studio aveva potenza ridotta per l’interruzione anticipata del reclutamento.
Questi risultati non provano equivalenza fra le due opzioni e non confrontano nessuna delle due direttamente con la chirurgia. Inoltre, risposta iniziale e controllo duraturo sono esiti diversi. Il confronto deve tenere conto anche di tollerabilità, sede, aderenza, possibilità di controlli e preferenze della persona.
Fonti per questa sezione: Ten-year follow-up of Grenz ray treatment (2020); Hong et al. — Radiotherapy versus imiquimod, randomized phase 3 trial, JAAD (2025).
Prima e dopo il trattamento
La pianificazione compete al radioterapista e al team che segue la lesione. È necessario chiarire quale area verrà trattata, come sono stati valutati i confini e come si è esclusa o ricercata un’eventuale invasione. Un campione parziale non descrive sempre l’intera lesione: aree nodulari o diverse dal resto possono richiedere ulteriore valutazione.
Il percorso comprende appuntamenti ripetuti e controlli della cute. Reazioni infiammatorie locali e modificazioni cutanee vanno discusse prima di iniziare; “non chirurgico” non significa privo di effetti avversi o di impegno. Il risultato estetico favorevole di una serie non è una garanzia individuale.
Dopo il trattamento, la scomparsa della pigmentazione non basta da sola a certificare l’assenza di malattia. Il team definisce controlli e necessità di biopsie. Nuova pigmentazione, noduli o cambiamenti nell’area trattata devono essere rivalutati. Le recidive possono richiedere un diverso approccio, da scegliere dopo avere chiarito diagnosi ed estensione.
Fonti per questa sezione: Hong et al. — Radiotherapy versus imiquimod, randomized phase 3 trial, JAAD (2025); American Academy of Dermatology — Melanoma clinical guideline.
Opzione selezionata, ricerca e limiti
La radioterapia non va descritta genericamente come una novità sperimentale: ha una storia clinica e un ruolo selezionato nella lentigo maligna. Restano aperte domande su confronto fra tecniche, selezione dei pazienti e risultati a lungo termine. L’uso in uno studio e l’impiego clinico specialistico non sono la stessa cosa.
Se viene proposto un protocollo sperimentale, chiedi quale quesito studia, quali alternative consolidate esistono e come saranno valutati risposta e sicurezza. Il consenso deve includere rischi e incertezze. Nella guida alla terapia chirurgica trovi la sezione dedicata alle terapie sperimentali; questa pagina non sostituisce il consulto dermatologico, chirurgico e radioterapico.
Fonti per questa sezione: American Academy of Dermatology — Melanoma clinical guideline; National Cancer Institute — Participate in Cancer Treatment Trials.
Fonti e aggiornamento
- American Academy of Dermatology — Melanoma clinical guideline
- Hedblad and Mallbris — Grenz ray treatment, 593 patients, JAAD (2012)
- Ten-year follow-up of Grenz ray treatment (2020)
- Hong et al. — Radiotherapy versus imiquimod, randomized phase 3 trial, JAAD (2025)
- National Cancer Institute — Participate in Cancer Treatment Trials
Revisione editoriale e consultazione delle fonti: 17 ottobre 2026. Le date degli studi sono indicate per distinguere evidenze attuali e documenti storici. Nessuna revisione clinica specialistica è attestata da questa data.