Tipi comuni di melanoma

Come leggere i nomi dei melanomi

Il melanoma può presentarsi con aspetti molto diversi. Questa pagina raccoglie gli otto approfondimenti già presenti nella sezione e aiuta a capire che cosa descrive ciascun nome. Non tutte le voci indicano un sottotipo distinto e non tutte sono ugualmente frequenti.

Diffusione superficiale, nodulare, lentigo maligna melanoma e acrolentigginoso sono denominazioni clinico-istologiche tradizionali. “Ungueale” identifica una sede, “amelanotico” descrive la scarsa pigmentazione, “desmoplastico” una particolare variante istologica. “Metastatico” indica invece che la malattia si è diffusa dal punto di origine.

Le categorie possono sovrapporsi: un melanoma nodulare può essere amelanotico, e diversi sottotipi possono diventare metastatici. Il nome del tipo, da solo, non stabilisce lo stadio, la prognosi o la terapia. L’aspetto esterno può orientare il sospetto, ma la diagnosi richiede una valutazione specialistica e l’esame del tessuto.

Melanoma a diffusione superficiale

È la forma più frequente in molte popolazioni a pelle chiara. Tende inizialmente a estendersi lateralmente nell’epidermide, ma può diventare invasiva. Può apparire come una macchia che cambia, con asimmetria, bordi irregolari o più colori; può svilupparsi su un neo oppure su pelle precedentemente normale.

“Superficiale” descrive un modello di crescita e non significa automaticamente poco pericoloso o ancora confinato all’epidermide. Per sapere se è invasivo e quanto è profondo serve il referto. Approfondisci il melanoma a diffusione superficiale.

Melanoma nodulare

Il melanoma nodulare tende a crescere precocemente in profondità e può aumentare rapidamente. Spesso si presenta come un rilievo o nodulo, scuro oppure rosato e poco pigmentato. Una forma relativamente regolare o un colore uniforme non bastano a escluderlo.

Oltre alla regola ABCDE, è utile prestare attenzione a una lesione rilevata, consistente e in crescita: i criteri EFG, dall’inglese Elevated, Firm, Growing. Non sono un test diagnostico, ma un motivo per chiedere una valutazione tempestiva. Approfondisci il melanoma nodulare.

Lentigo maligna e lentigo maligna melanoma

Questa forma si osserva soprattutto su cute con danno solare cronico, spesso del volto e del collo nelle persone anziane. Può manifestarsi come una macchia irregolare che cambia lentamente nel tempo.

È importante distinguere la lentigo maligna, un melanoma in situ confinato all’epidermide, dalla lentigo maligna melanoma, nella quale è presente invasione del derma. Non è quindi una semplice lentiggine solare. La crescita lenta non rende appropriato rimandare la valutazione. Approfondisci la lentigo maligna melanoma.

Melanoma acrolentigginoso

Interessa sedi acrali, soprattutto palmi delle mani e piante dei piedi, e può coinvolgere l’apparato ungueale. Può apparire come una macchia pigmentata che si modifica, ma l’aspetto è variabile.

Può colpire persone di qualsiasi colore della pelle. Rappresenta una quota maggiore dei melanomi nelle popolazioni a pelle scura, senza che questo significhi che il melanoma sia complessivamente più frequente in tali popolazioni. Non ha la stessa relazione con l’esposizione UV delle forme tipiche della cute fotoesposta. Approfondisci il melanoma acrolentigginoso.

Melanoma ungueale

Il termine indica un melanoma dell’apparato ungueale. Può comparire come una banda pigmentata longitudinale che cambia o si allarga, una pigmentazione della cute intorno all’unghia oppure una lesione che altera la lamina ungueale. Esistono anche presentazioni poco pigmentate.

Non ogni banda scura è un melanoma: ematomi e pigmentazioni benigne sono possibili. Un cambiamento persistente, soprattutto di una sola unghia, richiede però valutazione; il ricordo di un trauma non basta a escludere altre cause. Approfondisci il melanoma ungueale.

Melanoma amelanotico

Un melanoma amelanotico presenta poco o nessun pigmento riconoscibile e può apparire rosa, rosso o simile alla cute circostante. “Amelanotico” descrive questa caratteristica e può riferirsi a diversi sottotipi.

L’assenza del colore scuro può farlo confondere con lesioni infiammatorie o altri tumori cutanei. Una formazione nuova che cresce, cambia o sanguina va valutata anche se non assomiglia a un neo. Per questo l’osservazione non deve limitarsi alle macchie marroni o nere. Approfondisci il melanoma amelanotico.

Melanoma desmoplastico

È una variante rara, spesso associata a cute cronicamente danneggiata dal sole, in particolare nella regione testa-collo. Può presentarsi come un’area consistente, poco pigmentata, simile a una cicatrice.

Il nome deriva dalle caratteristiche del tessuto osservato al microscopio, con componente fibrosa. L’aspetto esterno può essere poco specifico e la diagnosi richiede un esame istologico adeguato. Una lesione che sembra una cicatrice ma compare senza una spiegazione o si modifica merita attenzione. Approfondisci il melanoma desmoplastico.

Melanoma metastatico: diffusione della malattia

“Metastatico” non indica un ottavo sottotipo primitivo riconoscibile dall’aspetto della lesione. Significa che cellule del melanoma hanno raggiunto sedi diverse da quella di origine. Il termine può riguardare coinvolgimento regionale, come alcuni linfonodi, oppure diffusione a distanza: sono situazioni che richiedono una precisa stadiazione.

Le metastasi a distanza definiscono lo stadio IV; il coinvolgimento regionale può rientrare nello stadio III. Non è possibile stabilirlo dal colore o dalla forma del melanoma cutaneo. Accertamenti e trattamenti dipendono dall’estensione e dalle caratteristiche della malattia e vengono discussi con l’équipe specialistica. Approfondisci il melanoma metastatico.

Dal tipo alla diagnosi e allo stadio

La visita e la dermatoscopia aiutano a individuare una lesione sospetta. La conferma diagnostica si basa sul prelievo e sull’esame istologico del tessuto. Una fotografia, il nome di un tipo o la somiglianza con una descrizione non consentono un’autodiagnosi affidabile.

Nel melanoma invasivo, lo spessore di Breslow misura in millimetri la profondità raggiunta dal tumore. Ulcerazione, interessamento linfonodale e diffusione a distanza contribuiscono alla valutazione dello stadio. Tipo e stadio rispondono dunque a domande diverse: il primo descrive caratteristiche della malattia, il secondo la sua estensione.

La prognosi e la scelta delle cure non si deducono dal solo sottotipo. Se hai un referto, chiedi che vengano chiariti diagnosi, spessore, ulcerazione, margini e accertamenti eventualmente necessari. La guida alla diagnosi raccoglie gli approfondimenti sul percorso.

Quando chiedere un controllo

Segnala una macchia nuova o diversa dalle altre, un cambiamento di un neo, un nodulo in crescita o una lesione persistente che sanguina. La regola ABCDE è un aiuto, ma non comprende tutte le presentazioni: alcuni melanomi sono piccoli, chiari o relativamente simmetrici.

L’autoesame della cute deve includere anche piante dei piedi, spazi tra le dita, unghie e zone difficili da vedere. Non attendere che compaiano tutti i segni descritti e non cercare di assegnare da solo un sottotipo. Il passo utile è far valutare il cambiamento e riferire quando è iniziato e come si è evoluto.

Fonti e aggiornamento

Aggiornamento editoriale: 16 ottobre 2026. Le informazioni non sostituiscono la valutazione del medico.